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Settembre 26, 2023 2025-03-19 16:48Azienda
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La storia lontana
Il vino Montepulciano d’Abruzzo sembra contraddire la propria denominazione dato che Montepulciano non è in territorio d’Abruzzo. In realtà non vi è contraddizione nella denominazione, forse risalente agli antichi Stati Medicei dell’Abruzzo che alcuni documenti già nei secoli XVI e XVII riferiscono al vitigno a bacca nera presente in diversi territori abruzzesi, dalla Valle Peligna all’area del teramano.
In quel periodo di fine XVI secolo giunge in Atri dalla lombarda Pallanza la famiglia Arlini che, nel territorio fra Atri e la Valle del fiume Vomano, si dedica alle colture agricole fra cui quella del vitigno a bacca nera e del vino ricavato da quelle uve.
Nella consuetudine della Famiglia Arlini quel vino veniva chiamato Montepulciano.
Infatti a inizio secolo XX Ludovico intratteneva rapporti commerciali anche fuori dall’Italia, come testimonia una lettera proveniente da EXPOSITION de REIMS 1903 e rivolta a Arlini Lodovico Gross. Vino Teramo Atri
Già nel 1912, se non prima, Ludovico denomina questo vino MONTEPULCIANO con la più antica bottiglia conosciuta, apponendovi la firma “L. Arlini” e indicando la provenienza “Atri (Abruzzi)”, che ne denota la vocazione commerciale anche al difuori di quel territorio.
Questa bottiglia, con altre del 1920 e del periodo, è conservata dalla Famiglia del pronipote Domenico Maria discendente di Ludovico.
La storia recente
La denominazione Montepulciano tale rimane nella produzione Arlini dei decenni successivi al 1912, come testimoniano bottiglie pure conservate di epoca fino alla vigilia degli anni ’60.
Finchè un evento rafforza l’identità di questo vino Montepulciano e ne rende ancora più particolare il legame con la produzione di Ludovico.
Infatti il Comitato Nazionale istituito nel 1964 per la tutela delle denominazioni di origine dei vini, sotto la presidenza di Massimo, nipote discendente di Ludovico, designato per l’Italia meridionale, in rappresentanza dei coltivatori diretti, in data 9.2.1968 rende parere favorevole al riconoscimento della denominazione di origine controllata del Montepulciano d’Abruzzo, cui seguirà il decreto ministeriale del 24.5.1968 di formale riconoscimento della D.O.C.
Sebbene la denominazione Montepulciano d’Abruzzo fosse oramai certa in senso non solo identitario ma anche formale, proseguono i contrasti con le organizzazioni dei produttori del territorio di Montepulciano di Toscana, rimasti fermi nella propria rivendicazione identitaria fondata sulla premessa che tale territorio non è in Abruzzo.
Finchè con sentenza del 28.9.2017 la Commissione ricorsi presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi afferma che la denominazione Montepulciano, reclamata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, indica la località geografica mentre per il vino d’Abruzzo indica il vitigno, escludendone la confondibilità e confermandone l’origine nel territorio abruzzese, ove già nel 1912 Ludovico, in qualità di produttore in Atri, aveva anticipato i tempi del riconoscimento identitario e formale del 1968.
L'attualità
Vinitaly 2018, con l’evento del cinquantenario del riconoscimento della D.O.C. Montepulciano d’Abruzzo, è l’occasione per presentare al pubblico degli esperti e degli estimatori la bottiglia del 1912 con la denominazione Montepulciano capostipite, accolta con curiosità e sorpresa.
Proseguendo l’attività del bisnonno Ludovico e ricordando il suo vino Montepulciano in “Atri (Abruzzi)”, Domenico Maria e la sua famiglia propongono questo Montepulciano d’Abruzzo che, con attento impegno speso per la selezione del vigneto e per tutte le fasi della vinificazione, viene realizzato secondo le tecniche più evolute ma che derivano dai metodi consolidati dell’epoca delle bottiglie del 1912 e del 1920.