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Arlini Vini 1912

Il montepulciano d’Abruzzo dall'animo nobile

Il vino Montepulciano d’Abruzzo, con l’apparente contraddizione fra denominazione e territorio, porta con sé una lunga storia le cui origini affondano nei secoli.

Di questa storia secolare è parte la famiglia Arlini di Atri che, ivi trasferitasi sul finire del secolo XVII dalla lombarda Pallanza, rinviene nel territorio atriano la coltivazione della vite a bacca nera.

Antiche vicende, nel secolo scorso oggetto di studio e di ricerche ed in parte chiarite ad opera di studiosi del territorio abruzzese, riportano prima ai vini pretuziani dell’ager Praetutianus Hadrianus, che secondo Polibio avevano dato ristoro alle truppe di Annibale, e successivamente ai Medici, Signori di Firenze, i quali, acquisiti possedimenti terrieri nel territorio abruzzese, avevano dato nuovo impulso a quella coltivazione in particolare attraverso l’opera di Francesco dè Medici.

La famiglia Arlini, nel secolo XVII definibile di imprenditori agricoli secondo terminologia odierna e forse trasferitasi ad Atri proprio per svolgere la propria attività, si dedica alla coltivazione dell’antico vitigno a bacca nera e al commercio del vino che ne deriva, che nel 1912 Ludovico denomina Montepulciano in “Atri (Abruzzi)” con la prima bottiglia ed etichetta così realizzata di cui si abbia notizia.

Questa storia secolare prosegue con ampia diffusione nel territorio abruzzese e nel particolare della famiglia Arlini con l’opera dei discendenti di Ludovico.

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